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L'amore tace

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LP Vinile 180gr

PIPPO POLLINA

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PIPPO
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Dalla parte del torto

nel 2003
con
IL PARTO DELLE
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zingari felici


nel 2006

La scoperta dell'America

nel 2009

Lovesongs

e anche


Viaggio in Italia

ri-pubblicato nel 2008
dopo una prima uscita
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P.Capodacqua - La Macina

Fabrizio Zanotti

storia

(torna a: Fabrizio Zanotti)



Fabrizio Zanotti nasce ad Ivrea (TO) il 4 Settembre 1969.
All’età di sei anni comincia a suonare la chitarra, ispirato da grandi cantautori come Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, ma anche da autori d’oltre oceano, da Simon&Garfunkel a Bob Dylan, Donovan, Joan Baez, U2, Bruce Springsteen. Inizia a scrivere canzoni molto presto, prende lezioni di tecnica vocale e dà vita a diversi progetti che si susseguono nel tempo.

Nel 1991 insieme al contrabbassista Ernesto De Martino forma “Fabry & Banny”, un duo acustico che suona folk nordamericano, realizzando l’album dal vivo “Country Party”. Il duo viene invitato alla trasmissione televisiva “Segnali di fumo” di Roberto Manfredi, in onda su Videomusic. Parecchi concerti in tutta Italia e all’estero, permettono in quegli anni a Fabrizio di maturare velocemente una forte esperienza nel live. Nel 1993 quella di “Fabry e Banny” è l’unica formazione italiana ad essere invitata all’“American Saloon Show” che si tiene a Ginevra, in cartellone insieme a grandi artisti internazionali del genere.

Nel 1996 forma “Stazione Marconi”, una band di 5 elementi e scrive l’album “Viaggiatori”, pubblicato nel 1999 e ben accolto dalla critica. Parecchie sono le piazze italiane che in quegli anni ospitano la band in concerto, dal Piemonte alla Puglia.

Nel 2002 nasce “Senzalenza”, un progetto di musica d’autore italiana pensato insieme al bassista Guido Marchegiano. L’album che ne segue, dal titolo “Schegge”, è realizzato con l’intento di portare musica e solidarietà alla popolazione del Molise colpita dal sisma, anche attraverso un mini tour di concerti nei vari campi.
Grazie alle strette collaborazioni con Lino Ricco, nasce lo spettacolo “Sarò libero, musica e pittura dal vivo”, presentato in anteprima alla 70° festa dell’uva di Caluso in cartellone con gli Avion Travel e poi anche in piazza Castello a Torino.

Fabrizio ha in quegli anni l’occasione di aprire diversi concerti, tra i quali quello di Mauro Pagani, di Cristiano De Andrè, dei Tazenda, dei Lou Dalfin, degli Yo Yo Mundi e partecipa a diverse rassegne e festival tra cui “Tavagnasco Rock festival” e Festival di Napoli.
La passione innata per il cinema di contenuto porta nel 2003 Zanotti a realizzare un nuovo progetto, che prende forma dal film “Sacco e Vanzetti” di Giuliano Montaldo, e che si concretizza in uno spettacolo interattivo, in cui musica e cinema, storia e ideali, si mescolano in modo originale.

Con lo spettacolo “Sacco e Vanzetti, canzoni d’ amore e libertà” nasce anche “Foce Carmosina”, formazione acustica dove oltre a Fabrizio scrive e suona Nicola Ricco. L’interesse suscitato nella critica è ben sintetizzato da una tesi di laurea scritta sull’originalità del linguaggio utilizzato nello spettacolo, che intanto viene presentato presso la sede di Rai Cinema di Roma, e portato in teatri tra cui il “Sistina” di Roma, rassegne e piazze di tutta Italia riscuotendo ovunque un grande successo.

Nel 2004 il Dvd dello spettacolo, dal titolo “Sacco e Vanzetti, Canzoni d’amore e libertà”, viene stampato e distribuito in 30.000 copie in allegato al quotidiano “L’Unità”.
Nel 2005 Fabrizio e Lino scrivono “Poco di buono”, canzone dedicata alla Resistenza, ispirata al sabotaggio del ponte ferroviario di Ivrea avvenuto il 24 Dicembre 1944. Il pezzo viene inciso insieme a Claudio Lolli e diffuso dal sito del quotidiano “Liberazione”. La canzone partecipa alle selezioni del Premio Tenco 2005 ed è inserita e interpretata da Claudio Lolli nel suo ultimo album, “La scoperta dell’America”.

“Il ragno nella stanza” (Storie di note, 2007) è il primo album da solista di Fabrizio Zanotti. L’attenzione presente nel disco verso i temi del pacifismo e della multietnicità sono valsi a Fabrizio Zanotti, nel mese di agosto, la partecipazione alla International Cooperation for Memory, una setttimana di incontri e tavole rotonde tenutasi a Srebrenica, luogo simbolo della violenza durante la guerra di Bosnia, e teatro del più grande genocidio europeo dopo l’Olocausto.

Zanotti, in compagnia del fisarmonicista Federico Monetta, ha eseguito sul palco del Centro Giovani di Srebrenica brani simbolo come “A Mostar”, “Facce di fango” o “Matrioska”.

L’impegno verso la ricostruzione della memoria sui fatti di Srebrenica proseguirà nel prossimo inverno, con la partecipazione al MEI di Faenza alla presentazione del progetto “Adopte Srebrenica” portato avanti dalla Fondazione Alexander Langer e dalla Tuzslanska Amica di Tuzla.