| Staccando l'ombra da terra |
| giovedì, 20 dicembre 2007 | |
Buio in sala. Va in scena ancora una volta il dramma di Ustica. Il relitto ha la voce del filosofo, masticata dall'età e dagli abissi d'acqua di Tirreno dai quali proviene. Ha poi la voce calda e potente, e la melodia del pianoforte del signor Pollina, che a ventisette anni dalla strage più insoluta e misteriosa dell'età repubblicana reclama allo Stato un frammento di verità, mosso da quel fermo e appassionato desiderio di giustizia che solo certi siciliani si possono ancora permettere. ![]() Al Teatro Vascello, Trastevere, Roma, "Ultimo volo" per la prima volta esce fuori dal guscio protettivo (quello dei Parenti delle vittime e delle celebrazioni ufficiali) che lo ha prodotto, pronto a misurarsi con il mondo dello spettacolo, e i palcoscenici delle città d'Italia. Composto e rappresentato come evento unico, in occasione del 27° anniversario della strage di Ustica e dell'inaugurazione a Bologna del Museo per la Memoria su Ustica (dove il relitto dell'aereo, da protettissimo segreto di stato nascosto a Pratica di Mare, finalmente si mostra in tutto il suo drammatico splendore), Ultimo Volo ha da subito mostrato una sua forza propria, interiore, che prende quota dalle lamiere che evoca, e rende viva la passione bruciante dei vinti.![]() La memoria del ferro. Questo il punto cruciale su cui Pippo Pollina costruisce il suo racconto. Il relitto del DC9 Itavia evocato dai brani di Pollina e dalle parole del filosofo Manlio Sgalambro si mostra ai presenti come unico sopravvissuto al disastro, e gli squarci del suo ventre di aeromobile, e la lucidità dei suoi ricordi parlano più di cento istruttorie. Si dipana allora la storia, con un'ouverture di pianoforte, i dialoghi 'platonici' recitati da Daniela Piccari e Adriano Milliani, la voce del relitto prestata con emozione da Manlio Sgalambro, il canto appassionato di Pippo Pollina. ![]() Sono otto i brani inediti dell'opera, gli stessi che compongono il cd-live omonimo. Brani senza titolo, per non dare stacco ad un'opera di teatro-monologo-musica che scorre libera fino al suo termine, senza bisogno alcuno di pause e spiegazioni. Sono un denso e coinvolgente bolero, poi un brano cantato in dialetto siciliano, un poetico memoriale dell'aereo, una canzone d'amore per le vittime di quel dramma aereo, una per il tempo che sfugge. Una, infine, per quella dannata voglia di ricordare ancora. ![]() testo e foto
Simone Arminio |














Composto e rappresentato come evento unico, in occasione del 27° anniversario della strage di Ustica e dell'inaugurazione a Bologna del Museo per la Memoria su Ustica (dove il relitto dell'aereo, da protettissimo segreto di stato nascosto a Pratica di Mare, finalmente si mostra in tutto il suo drammatico splendore), Ultimo Volo ha da subito mostrato una sua forza propria, interiore, che prende quota dalle lamiere che evoca, e rende viva la passione bruciante dei vinti.
La memoria del ferro. Questo il punto cruciale su cui Pippo Pollina costruisce il suo racconto. Il relitto del DC9 Itavia evocato dai brani di Pollina e dalle parole del filosofo Manlio Sgalambro si mostra ai presenti come unico sopravvissuto al disastro, e gli squarci del suo ventre di aeromobile, e la lucidità dei suoi ricordi parlano più di cento istruttorie. 

