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ROBERTO CONTU - Parola Canzone






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Come un gioco: un equilibro fra prosa e poesia, patchwork estroso di colori impigliati fra la chitarra di un cantautore e le note divertite di un trio jazz, Parola canzone, secondo album di Roberto Contu (il primo che dopo anni di live si affaccia alla grande distribuzione) è destinato a non farsi dimenticare.

Le sue dieci canzoni sono componimenti urbani, evasioni poetiche, giornate vissute per intero e sempre in prima persona, fra gli appunti di una lezione a scuola e gli aneddoti di una vita che corre sulle trame del suo proprio destino. Sono canzoni traboccanti d’ironia e riflessione quelle che Roberto Contu ci restituisce in musica. Piccoli estratti di letteratura contemporanea, come quella che il nostro cantautore - da migliore tradizione - insegna di mattina nelle aule di un liceo. E che la sera trasforma in testi e il giorno dopo in musica, quando incontra il jazz in sala prove. Cogliendo in sé il mistero degli assoli di sax, la potenza dei martelli di un pianoforte, le contorsioni di contrabbasso e i fronzoli di chitarra.

Sono tante le muse al servizio di Roberto Contu, nuvole di fantasia negli anfratti della realtà quotidiana. Come quella, dispettosa, che dal lettino in cui sua moglie partorisce, lo riporta al braccio della morte di un carcere americano. Un lettino per la venuta al mondo e uno per la dipartita, uniti nel gioco poetico dal rumore dei passi nervosi nei corridoi (la canzone è “L’iniezione vitale”). Oppure la musa placida e un po’ avvelenata che dà voce allo sguardo lento di un nullafacente, unico protagonista del mattino in città, in buona compagnia di postini e netturbini (in “Il disoccupato”). Un'altra musa è fragile e radiosa: appare all’autore nel primo freddo di una Perugia sopita e medievale (“L’autunno”), pronta a trasportarlo in viaggio fra i vapori nebbiosi dell’oceano e il senso ultimo dell’andare, in una toccante rivisitazione musicale del “Dialogo di Gutierrez e Colombo”, libera interpretazione di una delle Operette Morali di Giacomo Leopardi. E poi ancora l’amore, l’avventura, il viaggio, l’infinito. In una parola: la vita.

Interessante novità musicale di questo finire di 2010, “Parola canzone” è un disco interamente composto e cantato da Roberto Contu, suonato dal sax di Cristiano Arcelli (musicista e compositore, si è esibito nei più prestigiosi festival jazz europei in compagnia di Battista Lena, Gabriele Mirabassi, Marco Tamburini e molti altri), dalla chitarra di Toti Panzanelli (chitarrista di Antonello Venditti, Tiziano Ferro, Fabio Concato e Scialpi) il contrabbasso di Pietro Paris (Max Altomare, Andy Gravish, Maurizio Giammarco), il pianoforte di Matteo Stefanelli e la batteria di Andrea Di Cintio. Parola Canzone è un disco di Euphoné, inserito nel catalogo di musica d’autore di Storie di note. È nei negozi dal 25 ottobre 2010 e il 28 novembre sarà al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza nello spazio MEI D’AUTORE, tenuto a battesimo da Claudio Lolli.

Roberto Contu, 34 anni, cantautore e insegnante di lettere.



Fin dai tempi del liceo comincia a suonare in formazioni orientate verso la musica d’autore. A diciotto anni inizia l’attività da solista che lo porterà alla realizzazione di varie produzioni. In quel periodo cominciano ad arrivare anche i primi riconoscimenti nazionali. Nel 2002 Roberto Contu presenta “La bella Umanità”, una raccolta delle canzoni migliori degli ultimi cinque anni. Nel 2005 registra il primo album “Canzoni di vita”, che si pone come sintesi di tutte le esperienze musicali precedenti e anche come svolta decisiva verso la fase artistica attuale. Nel 2008 inizia a lavorare al progetto Parola Canzone.Oltre all’attività di musicista, Roberto Contu insegna lettere negli Istituti superiori, si occupa di letteratura italiana medievale, (Dante, Iacopone da Todi) e contemporanea (Calvino, Fenoglio, Pavese). In merito ha prodotto pubblicazioni e articoli. Attualmente è impegnato in un progetto di ricerca triennale con L'Università di Perugia che studia il rapporto dei principali scrittori degli anni settanta del novecento con i fatti degli Anni di piombo. È anche autore di una raccolta poetica: “Del verso illuso”, Libroitaliano, (Ragusa, 1996).