Descrizione
Questa nuova versione di “Ho visto anche degli zingari felici” non è un semplice live o una ristampa. Prima di tutto perché la suite che Lolli pubblicò nel 1976 viene estesa, con rispetto e fantasia, rinvigorita dall’apporto di musicisti nuovi. E poi perché l’opera viene riportata in piazza, fisicamente e idelamente: il disco è infatti partito come un’esperienza “viva” dal Festival dedicato a Rino Gaetano, svoltosi a Crotone nel 2002, si è poi evoluto in un tour (purtroppo con non molte date) e soprattutto in una contestualizzazione storica che ventisette anni fa partiva dalle stragi di stato, mentre oggi dall’ignominia delle bombe intelligenti e di guerre preventive.
Merito a Lolli, che ha accettato la sfida di rimettere in discussione la propria musica, di confrontarla con una realtà e con musicisti più giovani. Ad accompagnarlo non ci poteva essere band più adatta del Parto Delle Nuvole Pesanti, zingari per natura, di recente premiati al M.E.I. per il loro film “Doichlanda”, ennesima testimonianza di una coerenza artistica ed umana che li rende degni prosecutori dell’impegno civile di cui questo disco è manifesto. Con l’aggiunta di Paolo Capodacqua (chitarra), Raul Colosimo (sax) e Franco Cristaldi (violoncello), sono riusciti a provocare Lolli, risollevandolo dal torpore in cui sembrava caduto, e hanno liberato le anime rimaste assopite nella versione originale dell’album.
Già dalla copertina si intuisce il senso di continuità e la forza propositiva con cui è stato affrontato “Ho visto anche degli zingari felici”: le bandiere rosse e le pagine dei quotidiani, che riempivano la piazza negli anni ’70, sono state sostituite dall’immagine di una folla giovane, che alza la propria voce sotto un cielo gonfio di colori accesi.
Se il disco nel 1976 era una suite concettuale, una sorta di urlo interiore, di riflessione amara che rimaneva strozzata in gola, ora poesia, rabbia e opposizione hanno trovato nella musica una forza scatenante che scavalca qualunque intimismo e qualunque genere.
La title-track ha così acquisito suggestioni ancora maggiori, con l’energia ritmica del Parto che si mescola al sax libero di Raul Colosimo. “Anna di Francia” ha profumi provenienti da tutto il Mediterraneo, con la fisarmonica a dare arie popolari e qualche effetto ad aumentare le dosi di contemporaneità, per poi trasformarsi in uno swing-reggae carico di sensualità quanto di libertà. Allo stesso modo “Albana per Togliatti” si lancia presto in un valzer impazzito, mentre “Agosto” è mantenuta in tensione con un´energia statica, quasi trans, e con la voce di Lolli più drammatica che mai.
Si consiglia l’ascolto di seguito alla versione originale del 1976, in modo da cogliere tutta la portata storica di una musica che non ha ancora smesso di crescere.
Solo musicisti “poveri” ed anarchici come Lolli e Il Parto delle Nuvole Pesanti potevano riuscire nell’impresa di un disco così ricco: “Ho visto anche degli zingari felici” è un disco vivo. Un “live” in ogni senso.
Recensione di Christian Verzeletti per Mescalina (16-12-2003)

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